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Le associazioni della Carta di Zuri in marcia contro la povertà e per il lavoro  
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'I cento passi' dell'Isola, verso la XV Giornata in ricordo delle vittime delle mafie
 
'I cento passi' dell'Isola, verso la XV Giornata in ricordo delle vittime delle mafie

Le iniziative di Libera Sardegna e CSV Sardegna solidale in attesa del 20 marzo a Milano: tutti insieme per una società multiculturale e multietnica all'insegna della legalità

Anche la Sardegna si prepara con Libera a partecipare alla XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie che si svolgerà il 20 di questo mese a Milano. Lo fa con oltre 10 iniziative, tra incontri, dibattiti e proiezioni, organizzati dalla sezione isolana dell’associazione in collaborazione con CSV Sardegna Solidale, partite ieri venerdì 5 marzo e che andranno avanti in diversi centri dell’isola fino al 14.
“Si tratta di iniziative di carattere umano ma anche squisitamente politico – ha spiegato Giampiero Farru, referente di Libera Sardegna – tutte finalizzate a quella giornata così importante in cui tantissime associazioni da tutta Italia rinnovano l’appello ai cittadini affinché si facciano sentinelle della legalità”.

Perché questo accada, però, è necessario che il cittadino si educhi all’ascolto e alla conoscenza dell’altro, specie se straniero e sconosciuto. Ecco perché si è deciso di dedicare alcune di queste giornate anche al tema dell’immigrazione, dell’apertura al diverso, del dialogo. “E’ importante ragionare sulla direzione verso cui sta andando la nostra società – ha detto Farru – e sappiamo bene quanto i pregiudizi e la paura verso chi arriva da fuori siano deleteri, per non parlare delle mafie che riescono ad approfittare anche di questo”.
Tra i primissimi incontri, quello di ieri al T Hotel di Cagliari dal titolo “Verso una società multietnica e multiculturale”. Protagonista il giovanissimo Alidad Shiri, diciannovenne afgano che, presentando il suo libro “Via dalla Pazza guerra”, ha raccontato ai numerosi presenti la sua terribile esperienza: con il padre morto a causa di una mina, la madre, la nonna e la sorellina uccise dai talebani, nel ’99 decide di fuggire dall’Afghanistan alla ricerca di una vita migliore. Pakistan, Iran, Grecia, senza documenti, lavorando di notte nelle officine, nei campi di patate, lui poco più che un bambino. Poi scatta l’idea di arrivare in Europa, ma come fare senza documenti? Una storia già vista, già sentita tante, troppe volte, ma che sempre mette i brividi in chi ha ancora il dono dell’immedesimazione e della sofferenza per l’altro: Alidad si nasconde dentro una piccola nicchia di un’autocisterna e dalla Grecia riesce a imbarcarsi in una nave. Sulla nave trova un tir con le bandiere dell’Europa e vi si nasconde sotto, legandosi bene con lo zaino e una grossa cinghia. Legato sotto il tir in corsa ci starà due notti e un giorno. Poi l’arrivo in Italia, con le sue leggi e la sua burocrazia che non guardano in faccia a nessuno.

La storia di Alidad ha un lieto fine (è riuscito a integrarsi a Bolzano e presto verrà assunto come manutentore), ma quanti invece sotto quei tir ci sono morti, o sono annegati con i barconi, o sono morti di sete nelle interminabili marce nel deserto? Quante le donne nigeriane o dell’est che sono finite schiave della tratta una volta arrivate in Italia? Ieri si è parlato di tutto questo, anche con il contributo di due mediatrici culturali che vivono in Sardegna, la marocchina Fatima Kouchrad e l’ucraina Nadia Kozachuk. Prezioso l’intervento del referente del Forum del Terzo Settore Carlo Tedde che ha raccontato la sua esperienza, attraverso le cooperative sociali di cui si occupa, nel Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Elmas, mentre Giuseppe Sassu, presidente regionale dell’Auser, ha ricordato lo sciopero degli immigrati del 1° marzo e il clima di festa e condivisione che si è creato a Sassari in quell’occasione.

Alidad e tanti altri ospiti saranno ancora presenti in Sardegna fino al 14 marzo, in attesa di partire tutti insieme alla volta di Milano a gridare la propria indignazione contro tutte le mafie per un futuro migliore. “Ci saranno moltissimi gruppi di giovani” ha spiegato Farru. Forte, infatti, è stato il coinvolgimento delle scuole. Per la Sardegna, ad esempio, ci sarà tra le altre l’Istituto Tecnico Marconi di Cagliari, con un grande striscione che, con un gioco di parole efficace, recita: “La Sardegna isola le Mafie”. Sotto, i nomi di due martiri della mafia che Libera ha chiesto ad ogni scuola di adottare. Per il Marconi, il brigadiere ucciso nel ’45 Filippo Sciamone, e Marcello Torre, giovane di Azione cattolica poi sindaco di Pagani ucciso dalla Mafia nel 1980 perché anche lui, come tutti gli altri eroi che verranno celebrati il 20, si era opposto alle logiche delle cosche e dell’illegalità.

Anna Toro



Prossimi appuntamenti con Libera Sardegna

6 Marzo, ore 10 – Cabras – Istituto Comprensivo Cabras: “Via dalla pazza guerra” Un ragazzo in fuga dall’Afghanistan (incontro-dibattito). Testimonial: Alidad Shiri, profugo afgano, autore del libro.

8 Marzo, ore 10 – Iglesias – Sala Lepori, via Isonzo: “Istituzioni e legalità” Il ruolo educativo della scuola e della società civile. Testimonial: Tonio Dell’Olio, referente di Libera Internazionale.

8 Marzo, ore 18 – Macomer – Ex Caserme Mura: “Educare alla legalità: costruire una società interculturale e multietnica”. Testimonial: Tonio Dell’Olio, referente di Libera Internazionale.

10 Marzo, ore 11.15 – Villacidro – Liceo Classico Emanuele Piga (aula magna), via Regione Sarda 50: “I beni confiscati sono cosa nostra”. Testimonial: Davide Pati, referente di Beni confiscati di Libera nazionale.

10 Marzo, ore 17 – Sassari – Hotel Vittorio Emanuele (sala convegni), Corso Vittorio Emanuele 121: : “I beni confiscati sono cosa nostra”. Testimonial: Davide Pati, referente di Beni confiscati di Libera nazionale.

12 Marzo, ore 9.30 – Ozieri – Auditorium Oriana Fallaci: Proiezione film “L’uomo che verrà”. Testimonial: Giorgio Diritti, regista.

13 Marzo, ore 10 – Perfugas – ““Educare alla legalità: costruire una società interculturale e multietnica”. Testimonial: Pino Tilocca di Libera Sardigna, e Giampiero Farru, referente di Libera Sardigna.

14 Marzo – Gergei – I sapori di Libera

Inserito il 06/03/2010
 
 
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