L'associazione per la cooperazione internazionale promossa dalle Acli aderisce all'iniziativa 'Primo Marzo 2010, una giornata senza di noi'
Nel presente del nostro paese si sta facendo sempre più labile il confine tra convivenza e intolleranza, rispetto e razzismo: paese in cui il fenomeno immigratorio è storia recente, l'Italia reagisce troppo spesso con chiusura e paura di fronte ad una trasformazione che è ormai realtà, ponendo in primo piano le difficoltà e le fatiche che inevitabilmente ogni passaggio comporta, fingendo di non vedere le ricchezze e le prospettive di crescita che l'incontro e la condivisione portano con sé.
Per il presidente di
Ipsia Sardegna Mauro Carta “la situazione è grave: la contrapposizione tra “noi” e “loro” rischia sempre più di portare ad una guerra tra poveri, in cui a rimetterci sono in primo luogo i nuovi cittadini italiani e di seguito il futuro stesso del nostro paese.”
Ma c'è una società civile vivace e colorata, in cui IPSIA SARDEGNA si riconosce, che si impegna giorno dopo giorno per il rispetto dei diritti e il dialogo, sperimenta nuove pratiche di interazione e accoglienza e non si rassegna al razzismo e all'intolleranza dilaganti.
Per questo motivo IPSIA SARDEGNA, organizzazione non governativa promossa dalle ACLI, ha deciso di aderire al movimento
“Primo Marzo 2010, una giornata senza di noi”, che capillarmente in tutta Italia sta organizzando una grande manifestazione non violenta dal respiro europeo. Una giornata di iniziative e azioni differenti, tutte nel segno della legalità e della nonviolenza, per stimolare una riflessione seria su cosa davvero accadrebbe se i milioni di immigrati che vivono e lavorano in Europa decidessero di incrociare le braccia o andare via. Il primo marzo darà poi il via alla
“Primavera Antirazzista”, tra il 1° ed il 21 marzo, un calendario di proposte e attività diffuse nei territori, con il fine di valorizzare la presenza migrante in Italia e riflettere insieme sulle caratteristiche di una nuova cittadinanza che è già realtà e deve essere capace di contrastare razzismo e sfruttamento, facendo su diritti e legalità davvero per tutti.
Come associazione di promozione di cooperazione comunitaria allo sviluppo, IPSIA SARDEGNA si impegna in progetti che facilitano la costruzione di ponti tra comunità locali, in Italia e all'estero: attraverso il partenariato tra soggetti della società civile italiana e di altri luoghi del mondo provando a innescare processi di cambiamento e sviluppo condivisi, la cooperazione che promuove IPSIA SARDEGNA legge nei fenomeni migratori un'opportunità prima che una problematicità e cerca quindi di avere una visione globale intervenendo in contesti locali.
Questo approccio ha portato negli ultimi anni IPSIA SARDEGNA a impegnarsi in progetti di co-sviluppo, che pongono i migranti stessi nel ruolo di attori principali nei processi di cooperazione con i propri paesi di origine. Attraverso la formazione e la responsabilizzazione dell'associazionismo dei migranti, il cittadino straniero diventa risorsa non solo per il nostro sistema produttivo ma soggetto protagonista della globalizzazione e dell'economia.
Nell'impegno quotidiano condiviso con le persone, siano esse autoctone dei paesi in cui è presente con i propri progetti oppure immigrate nelle nostre realtà territoriali, IPSIA SARDEGNA coglie una nuova società civile in cammino, che rischia di essere soffocata da chi grida la paura del diverso e coltiva semi di razzismo: per questo motivo condivide la necessità di uscire allo scoperto, mostrando per un giorno quanto povero e implicitamente insostenibile sarebbe il nostro paese senza cittadini migranti, e impegnandosi nei territori per costruire insieme una nuova primavera antirazzista.
Ipsia Sardegna
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