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Il Progetto Reli
 
Il Progetto Reli

Il nuovo progetto nazionale per il reinserimento sociale e lavorativo dei tossicodipendenti sarà coordinato dalla Regione Sardegna

Lo scorso dodici dicembre la Giunta regionale sarda ha approvato lo schema dell'Accordo di collaborazione tra l'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale ed il Dipartimento nazionale delle Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Uno dei punti principali dell’accordo riguarda l’attivazione di un nuovo programma nazionale per il reinserimento lavorativo e sociale dei tossicodipendenti, il Progetto Reli, il cui coordinamento è stato affidato per i primi due anni alla Regione Sardegna, con un finanziamento di 8,5 milioni di euro che potrà essere rinnovato per un’altra annualità in base ai risultati raggiunti. La scelta della Sardegna, ha ricordato l’assessore Antonello Liori, "è frutto del riconoscimento di un percorso nella lotta alla tossicodipendenza oramai trentennale e di una sperimentata attività di contrasto alle dipendenze sia dei servizi pubblici che dei privati attraverso processi di integrazione che hanno permesso nel tempo di attivare una serie di progetti congiunti fin dai primi anni novanta".
Il progetto Reli punta a promuovere un nuovo modello di reinserimento socio-lavorativo integrato per i tossicodipendenti. Si tratta di creare una rete di comunità e cooperative sociali che operi secondo i metodi di gestione dell’imprenditoria sociale - dunque in grado di produrre le condizioni necessarie all’autofinanziamento -, un network nazionale di organizzazioni produttive e gruppi di coordinamento territoriali capace di offrire concrete opportunità di lavoro.

Una forte spinta alla realizzazione del progetto è giunta dalla V Conferenza Nazionale sulle Politiche Antidroga svoltasi a Trieste lo scorso marzo, un incontro che ha visto la partecipazione di oltre 1400 operatori del settore.
Oltre a raccomandare agli enti pubblici la promozione delle attività di reinserimento socio-lavorativo, il documento finale della Conferenza passa in rassegna i limiti principali delle politiche antidroga condotte finora in Italia e pone alcuni punti fermi, condivisi da tutte le associazioni, su come condurre l’azione di contrasto alla tossicodipendenza.
Il maggior problema di ordine generale è stato individuato nell’organizzazione frammentaria, regionalizzata, che finora non ha consentito di portare avanti una politica di contrasto alla droga coerente ed omogenea sull’intero territorio nazionale. Come si legge nel documento della Conferenza, “non esiste nessun altro Paese che abbia un frazionamento così importante e una possibilità da parte delle Regioni di poter decidere di intraprendere (o non) azioni anche in deroga, se non addirittura in opposizione, alle politiche, agli accordi Stato-Regioni e alle linee strategiche nazionali”. Distribuzione inadeguata dei finanziamenti, gravi difficoltà economiche per le Comunità Terapeutiche e scadimenti dei servizi offerti dal settore pubblico sono fra le conseguenze principali di un handicap organizzativo che negli ultimi anni si è rivelato in tutta la sua gravità, anche per l’aumento del numero di utenti. Una perdita di qualità nei servizi che si accompagna alla riproposizione di vecchi modelli: il documento sottolinea come particolarmente grave “l’insorgenza di terapie farmacologiche non sempre gestite secondo buone prassi e poco integrate con il supporto psicologico e sociale”.
Che la tossicodipendenza vada considerata come malattia è uno dei punti fermi individuati dagli operatori: “la tossicodipendenza non è una scelta, ma una malattia che si basa fondamentalmente sull’annullamento della volontà del soggetto, mediante precisi meccanismi neuropsicologici legati direttamente all’effetto delle sostanze e alle caratteristiche di vulnerabilità individuali ed ambientali della persona malata”. Il recupero di uno stato fisiologico che consenta una libera scelta è dunque il fine essenziale di ogni azione terapeutica, così come la completa riabilitazione del tossicodipendente deve restare la meta finale di ogni percorso di recupero.

Inserito il 08/01/2010
 
 
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