Nata con l'intento di far scoprire ai turisti percorsi interessanti e far apprezzare ai residenti luoghi noti, questa rubrica propone itinerari per visitare i comuni dell'isola
Di Emanuela Ravot
La città di Sassari offre alternative interessanti per cui optare a seconda della stagione o delle preferenze personali. Vi proponiamo: musei, siti archeologici e resti del lungo medioevo sardo, parchi, zone costiere e d’interesse naturalistico. Alcuni luoghi sono serviti dai mezzi pubblici, che nel caso indicheremo, altri necessitano di un mezzo privato.
Il
Museo Bande è raggiungile a piedi, partendo da Piazza Università si percorre Corso Angioj fino ad incrociare la parte bassa di Via Muroni dove ha sede il museo che conserva costumi sardi, arricchiti dai loro accessori ed oggetti d’uso quotidiano o festivo, nonché strumenti musicali tradizionali. Il museo è dedicato a Francesco Bande, di cui la figlia Inoria prosegue la tradizione suonando l’organetto.
Per meglio conoscere Sassari visitate il
Museo del Costume e Artigianato di Sassari del Centro Cultura Sassarese. Realizzato in un vecchio mulino, oltre ai sei costumi di Sassari recentemente ricostruiti, espone anche gli oggetti legati alle arti tradizionali. È possibile recarvisi a piedi con una lunga passeggiata: dal basso di Corso Trinità, direzione nord, si percorre Viale Porto Torres, il museo si trova in una stradina sulla destra poco dopo il secondo rifornitore di fronte al Cimitero.
Anche i cimiteri ora stanno diventando mete turistiche, una visita alla parte monumentale di quello sassarese potrebbe affascinarvi. Museo e cimitero sono raggiunti dai mezzi pubblici dell’Atp (linee PS, MA e MP; partenza Via Tavolata-Giardini Pubblici).
Per chi ha al seguito dei bambini, sono interessanti i
parchi della città che si differenziano per opportunità d'uso degli spazi.
I giardini di Via Venezia hanno giochi e panchine; quelli di
Via Montello un prato verde fruibile, voliere ed una fontana recentemente trasformata da Pulli in monumento; il
parco di Monserrato, area complessiva di 20 ettari con annessa villa nobiliare, realizzato alla fine del secolo scorso, ha subito un restauro conservativo, il Comune propone interessanti percorsi di riscoperta; la
pineta di Baddimanna, unico spazio alberato in cui è previsto l’accesso degli animali, ha tavoli da picnic ed un sistema di rete internet gratuita.
Tutti i parchi sono raggiungibili con linee urbane: Via Montello linee 1 e 3, fermata Via G. Deledda o Via Poligono; pineta Baddimanna Linea 1 e 3, fermata via Prati; Monserrato linea 2, fermata Via Budapest; Via Venezia linea 1 e 1 barrato, fermata Via Rizzeddu.
Con quest’ultima linea è possibile anche raggiungere la chiesa di
San Pietro di Silki. Risalente al XII- XIII secolo, conserva le originarie forme romaniche solo nel campanile. Modificata nel XVII secolo, è esempio del gotico-catalano in Sardegna. All’interno, sono interessanti i capitelli e le quattro cappelle tutte sulla sinistra, quella dedicata alla Madonna delle Grazie contiene il simulacro della Vergine, venerato dai sassaresi, rinvenuto nel '400 mentre sulla piazza predicava San Bernardino da Feltre. La chiesa è annessa al convento francescano. Attiguo alla chiesa un terreno di 13 ettari, residuo delle proprietà agricole delle monache benedettine. Un parco agricolo urbano con orto, vigna, carciofaio, antico uliveto e mirti secolari, sorgente e vasche settecentesche; qui, il centro
C.I.C.A.L.E. propone esperienze ecologiche per bambini ed adulti. Facilmente raggiungibile anche a piedi (da Corso Angioy si prosegue in direzione degli ospedali) o con la metropolitana di superficie.
Se vi appassionano i resti archeologici, presso la borgata di Li Punti, ci sono le
Domus de janas di Montalè. Per apprezzarle è necessario un accompagnamento turistico-culturale su prenotazione.
Altri luoghi sono difficilmente raggiungibili con i mezzi pubblici, proponiamo di munirvi di auto o, se sportivi ed allenati, di bicicletta, per trascorrere due o più giornate seguendo questo tragitto.
Spostatevi da Sassari verso Platamona percorrendo la Buddi Buddi (SP 60), in direzione nord-ovest, a circa 8-9 km svoltate a destra, una stradina vi porterà al centro della vallata dov’è situata la chiesa di
San Michele di Plaiano (raggiungibile anche con la linea BB dell’Atp). Edificata da Mariano I, giudice di Torres, e donata all'Opera di Santa Maria di Pisa (1082), passò poi ai Vallombrosani, artefici del successo economico, politico e religioso del complesso, sino al XV secolo, quando l’abbandonarono, per guerre interne, spopolamento rurale, carestie e malattie, mancanza di beni monetari e manodopera. Dopo alterne vicende diventa proprietà del Credito Fondiario Sardo, che l’adibisce a deposito. Percorrendo la Buddi Buddi arriviamo alla spiaggia di Platamona, che il Comune di Sassari divide con Sorso, da qui ci spostiamo sulla 131 in direzione Porto Torres. Al Km 222,300 c’è la più importante area archeologica della Sardegna preistorica, un complesso prenuragico con monumento unico nell’intero bacino Mediterraneo,
“la ziqqurath di Monte d’Accoddi” (2400 a.C.). Frequentato dal 4000 a.C, il sito nel Neolitico Recente è occupato da diversi villaggi (capanne quadrangolari, su una superficie di 16 ettari), con necropoli ipogeica, tombe a domus de janas, e centro cerimoniale con menhir, lastre sacrificali e blocchi sferoidi. Il monumento “a gradoni”, ultimo di una serie di sovrapposizioni, che ha struttura tronco piramidale, preceduta da rampa, sulla quale si erge un grande vano rettangolare con ingresso a sud, richiama l'architettura templare mesopotamica delle ziggurath del III millennio a.C.. Il sito con annesso museo è gestito dalla
Cooperativa Thellus.
Proseguendo per Porto Torres ci dirigiamo verso l’
Argentiera (direzione Stintino: Pozzo San Nicola-Palmadula o direzione Alghero: Campanedda-La Corte-Palmadula). A 40 Km da Sassari, una località con trenta residenti; godetevi la spiaggia, il tramonto sul mare e pernottate nell’
Ostello che l’Amministrazione comunale ha recentemente attivato. Dedicate il giorno seguente alla visita del
Parco Geominerario Storico e Ambientale, istituito nel 2001. L’Argentiera conserva ancora i pozzi, la laveria e le costruzioni utili alle famiglie dei minatori. Si estraeva galena e blenda argentifera (1867-1963), spedite in Belgio direttamente via mare, ma le gallerie più antiche risalirebbero al XIII-XIV secolo. Prolungate la vostra permanenza: la spiaggia omonima e Porto Palmas meritano tutto il tempo che vi trascorrete.
Al ritorno, dirigetevi verso Alghero, seguendo l’indicazione
Lago di Baratz. Arriverete all’unico lago naturale sardo che con Porto Ferro è ambiente tutelato per la biodiversità. Se ne occupa il
C.E.E.A Baratz con visite guidate e mostra permanente sull’origine geologica, flora, fauna, sistema dunale del lago e della spiaggia di Porto Ferro. Proseguite per Porto Ferro, un’ampia spiaggia rossiccia che consente di campeggiare liberamente nella retrostante pineta.
La gita è finita ma potrete rendere più interessanti le soste prenotando visite e pranzi presso le fattorie didattiche sassaresi attraverso l'agenzia
Laore.
Numeri e indirizzi:
ATP (Azienda Trasporti pubblici) Tel. 079.2638000
www.atpsassari.it Via Caniga n. 5
Museo Bande tel 079/236572 (Via Muroni, 44)
Museo Cultura e Tradizioni di Sassari 079/260078 328/2066005 Viale PortoTorres 49
C.I.C.A.L.E. tel. 347/6233721-349/2522582 fax 1782703543 www.cicale.it, info@cicale. net
Cooperativa Thellus Tel. 3284839982 Fax 0792009492 thellus@tiscalinet.it
Domus de janas di Montalè Tel. 328/4839995
Parco geominerario dell’Argentiera Tel. 070 977130
Hotel-Hostel Argentiera, tel. 079/230219 (Via Monteponi-Argentiera)
www.hostelargentiera.it
C.E.E.A. Baratz 079/533097 (via dei Fenicotteri, 25 Loc. Baratz)
Laore Tel. 070 6026 2370
Pubblicato su Sassari&Hinterland:
http://www.seh-net.it/
Nella foto: Monte d'Accoddi