Nata con l'intento di far scoprire ai turisti percorsi interessanti e far apprezzare ai residenti luoghi noti, questa rubrica propone itinerari per visitare i comuni dell'isola
Di Emanuela Ravot
Per chi arriva in Sardegna Porto Torres è soprattutto un luogo d’approdo. Ma anche noi residenti ne fruiamo solo di passaggio o la rendiamo meta di passeggiate sul lungo mare. In realtà, questa cittadina offre al turista come al residente un passato di tutto rispetto, attualmente in fase di valorizzazione, e nel suo territorio è compreso il Parco Nazionale dell’Asinara.
Con tali potenzialità, dunque, consigliamo di dedicare a questa escursione almeno due giornate che potranno essere consecutive o separate; se Porto Torres sarà punto di sbarco ed imbarco per una più lunga permanenza in Sardegna potrete animare in questo modo l’inizio e la fine della vostra vacanza.
La prima giornata la dedicheremo alla scoperta della lunga e importate storia di PortoTorres, visitando la città e i suoi resti nuragici, romani e medievali; la seconda giornata al godimento del patrimonio naturalistico con l’immancabile visita all’isola dell’Asinara.
Appena giunti al porto, come a dare il benvenuto, c’è la torre Argonese, che merita la prima breve sosta. Purtroppo la città in prossimità della torre è ancora un cantiere aperto. Da qui dirigendovi verso corso Vittorio Emanuele potrete raggiungere in pochi passi l’ufficio informazioni e accoglienza turistica (IAT) che si trova sulla sinistra, sotto un porticato all’angolo con Piazza Garibaldi. È importante recarvisi per avere tutte le informazioni necessarie per prenotare l’escursione al parco ed ottenere gratuitamente una pianta della città ben studiata che evidenzia quindici siti archeologici. Con questo materiale l’escursione vi sarà facilitata e a noi non rimane che indicarvi i luoghi di maggior interesse e darvi alcune dritte come quella di contattare sempre le cooperative per arrivare più agevolmente ai siti ed avere una guida esperta.
A 5 km da Porto Torres si trova, in un'area di due ettari, la necropoli preistorica di
Su Crucifissu Mannu con ventidue sepolture ipogeiche del tipo a domus de janas, tutte con più ambienti, poste sulla sommità di una collina rocciosa calcarea; il luogo è importante perché qui sono stati ritrovati due dei sei crani trapanati scoperti in Sardegna (2100-1600 a.C.).
Il
Ponte Romano (I sec d.C.), oggi tra i più grandi e meglio conservati, consentiva di attraversare il Rio Mannu; costruito con blocchi di calcare (trachite nelle parti immerse), si sviluppa per 135 metri di lunghezza e 8 metri di larghezza, poggia su sette arcate con raggio decrescente da ovest verso est. In una chiave di volta è raffigurato un cantaro sovrastato da due protomi feline: presumibilmente un simbolo importante della città, ancora in fase di studio (Bis Leonis/Libysonis).
In prossimità del ponte due torri (1900 circa),
silos in trachite per la raccolta del materiale estratto nella vicina miniera di Canaglia, già utilizzata in età romana, che veniva poi convogliato in un elaborato sistema di gallerie sottostanti (ancora esistenti) e sistemato su carrelli che tramite una
teleferica volante giungevano presso il pontile d’imbarco.
Il
Palazzo del Re Barbaro, corrisponde al complesso termale pubblico di Turris (III/IV sec d.C), un isolato circondato da porzioni di strade urbane pavimentate con lastre di trachite. Le imponenti emergenze sono rimaste sempre visibili nei secoli stimolando la fantasia popolare che le interpretò come le rovine del Palazzo di Re Barbaro che, secondo la tradizione, condannò a morte il soldato Gavino che difese i cristiani Proto e Gianuario.
Compreso nel percorso del
Parco Archeologico purtroppo attualmente i resti all’aperto sono un cantiere non visitabile, con la
Domus dei Mosaici (una casa privata con marmi colorati, ambienti definiti e mosaici), le
terme rinvenute da Maetzke e
le terme con peristilio scoperte da Pallottino (un cortile circondato da colonne) e la cinta muraria della colonia di Turris Libisonis. È visitabile il solo
Museo “Antiquarium Turritano”, che comunque, al costo di 2 euro, mostra reperti archeologici di tutto rispetto.
In realtà, tutta la città di Porto Torres sorge sui resti romani della colonia Turris Libisonis, presumibilmente fondata da Giulio Cesare (46 a.C.) o da Ottaviano (42 e il 40 a.C). Restano dubbi sul toponimo Turris Libisonis citato da Plinio il Vecchio (I sec. d.C.). probabilmente in questo luogo vi era una torre nuragica, che gli antichi indicavano come d’origine libica.
Ma la storia di Porto Torres continua come capoluogo del Giudicato di Torres, e sede del più importante monumento romanico dell'isola: la
Basilica di San Gavino (1030 - 1080). 58,40 metri di lunghezza, tre navate e la presenza di due absidi affrontate caratterizzano questo edificio che all'interno conserva ventidue colonne di spoglio e capitelli classici rilavorati, un monumento funerario (IV-V sec. d.C) ed una cripta (XVIII sec. d.C), mentre grande portale nel fianco meridionale è aragonese (1492). Nella cripta della Basilica, all’interno di sarcofagi romani del II-III sec. d.C., la devozione popolare ha sempre venerato le reliquie dei tre martiri turritani Gavino, Proto e Gianuario che, secondo la tradizione, sarebbero stati traslati dalla loro prima sepoltura a Balai a mare fino alla Basilica per sottolinearne l’atto di costruzione.Nelle piazze adiacenti ad essa le testimonianze che la chiesa sorse sull'area cimiteriale pagano paleocristiana (Atrio Metropoli ed Atrio Comíta), e su una basilichetta trinavata (V se. D.C).
Completate le visite ai ritrovamenti storici non resta che spostarci sul lungomare Balai dove si incontrano diverse spiaggette: la Renaredda, poi lo Scoglio lungo, la spiaggia delle Acque Dolci e e la spiaggia di Balai ma anche le chiese di Balai Vicino o chiesa di San Gavino a mare (attualmente in fase di ristrutturazione) e di Balai Lontano che si affacciano sul mare. Chiese e spiagge sono tutte raggiungibili a piedi percorrendo il Parco di Balai che consta di una bellissima passeggiata con pista ciclabile, ben integrata nella vegetazione, di prato verde e panchine.
Ma le bellezze di Porto Torres non finiscono qui perché c’è da visitare
l'isola dell'Asinara estesa su 53 Kmq. con oltre 100 Km. di coste, l’isola è formata da quattro blocchi rocciosi saldati tra loro da tre istmi pianeggianti. Divenuta Parco Naturale con una legge del 1997, l’isola ha ampie insenature e piccole spiagge, è estremamente ricca da un punto di vista biologico, con trenta specie di piante endemiche, 52 specie di uccelli nidificanti e 110 asinelli bianchi; è, inoltre, inclusa nel santuario dei Cetacei ed ospita un centro di recupero delle tartarughe marine. La prima colonizzazione risale ai monaci camaldonesi che vi costruirono un monastero, ma numerosi sono anche i reperti romani nei ritrovamenti sottomarini. Prenotando la visita all’Asinara potrete scegliere anche come arrivarci: con il traghetto, la motonave della pesca turismo, i charter a vela; e come trascorrere la giornata: con escursioni in fuori strada; a piedi, facendo trekking lungo sentieri tematici, relativi alla storia, alla natura, agli animali, alla vegetazione, alla geologia; o noleggiando una bicicletta per percorrere la strada da Fornelli a Cala d’Oliva e alcuni altri percorsi; effettuando passeggiate a cavallo, fare il bagno nella costa di Fornelli a Cala Stagno Lungo nei pressi dell’Ossario,a traboccato a cala dei Detenuti e a cala Sabina, facacendo escursioni con canoa tre le zone a protezione integrale.
Sindaco: Luciano Mura
Ab.: 21.064
Altitudine: 9 m. s.l.m.
FESTE TRADIZIONALI: Festa dei Santi Patroni. Gavino, Proto e Gianuario (sabato, domenica e lunedì di Pentecoste)
Come raggiungerla:
da sassari: S.S. 131
da Olbia: strada provinciale
Da Cagliari: S.S. 131
sito: WWW.COMUNE.PORTO-TORRES.SS.IT
www.parcoasinara.org
NUMERI e indirizzi:
IAT(Ufficio Informazioni E Accoglienza Turistica) Tel. 079.5008711
Parco Archeologico, Cooperativa L'ibis Tel. 349.5757197
Basilica San Gavino, Cooperativa Turris Bis Leonis Tel.347.4001288
Museo Antiquarium Turritano. 079.514433 (Via Ponte Romano, 99)
Imprentours Servizi Turistici Tel. 079.508042 (Porto Civico, fianco Torre Aragonese)
Pubblicato su Sassari&Hinterland:
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