Nata con l'intento di far scoprire ai turisti percorsi interessanti e far apprezzare ai residenti luoghi noti, questa rubrica propone itinerari per visitare i comuni dell'isola
Di Emanuela Ravot
Sennori è situato su pendici collinari che degradano verso Sorso ed il mare, che dista solo cinque chilometri. La zona, abitata in epoca prenuragica e nuragica, fu villa o civitas, durante l’occupazione romana (238 a.C.) e, intorno al Mille, Curatoria della Romangia, nel Giudicato di Torres; poi Baronia aragonese (1300 d.C.) e dal 1430, possesso di famiglie nobiliari fino alla fine del feudalesimo.
La nostra proposta è una visita al paese, nella mattinata, proseguendo, nel pomeriggio, fuori del centro abitato.
Arrivati in paese, seguendo le indicazioni per il Municipio, lasciamo l’auto nel parcheggio che si trova alla fine di Via Brigata Sassari. Una scalinata e una stradina pedonale conducono alla cava di tufo, molto panoramica. Da qui vediamo come il paese sia in piccola parte pianeggiante (il centro: tra le vie Umberto e Roma) e perlopiù collinare (gli antichi quartieri di Santa Lucia, le Conce e il Monte).
Ritornati al parcheggio, siamo a qualche passo dalle Domus de Janas (3000 a.C.) nell’Orto del Beneficio Parrocchiale; ambienti sepolcrali scavati nella roccia calcarea, con camere comunicanti, poco più alte di un metro, con protomi taurine a decoro delle pareti.
Attraverso un sentiero, raggiungiamo la casa parrocchiale allestita con gli oggetti dell’antica tradizione olearia che caratterizza l’economia del paese. Uscendo dalla casa siamo in Via San Basilio. È la via dell’omonima chiesa che ritroviamo sulla destra, sopra Largo Asproni, percorrendo una scalinata che conduce al piazzale.
La Chiesa di San Basilio Magno (XIII-XIV sec.), poco ha conservato dell’aspetto e delle dimensioni originarie; oggi si presenta semplice, con volumi squadrati e superfici piane. All’interno: una Statua lignea della Vergine Assunta (1861) e una Pala d’altare (XVIII sec.).
Lasciamo la chiesa, percorrendo in discesa Via S.Basilio dove, sulla destra, troviamo la casa di Rosa Gambella, Signora di Romangia. La vicenda storico-leggendaria che la coinvolge, racconta di quando la famiglia Gambella governava il territorio e Rosa, sposa di Don Angelo Marongiu, governatore di Mores, Ardara e Bonorva, incontrò il Vicerè Don Ximene Peres che s’innamorò di lei. Quando marito e figlio furono assassinati, lei sposò il viceré spagnolo ma dopo due anni subì la stessa sorte. Al Vicerè rimasero tutti i loro averi.
Durante la manifestazione Cultura e Tradizione, alcuni anziani del luogo hanno mostrato la costruzione delle scope con la palma nana, dei cesti, e persino, la realizzazione delle trappole per topi. Nelle sere d’estate, seduti fuori delle loro case, è ancora possibile vedere questi artigiani all’opera. Nell'occasione, gestita dalla Pro Loco, sono state molte le case e le cantine private che hanno consentito libero accesso, mentre gli artisti del luogo esponevano le loro creazioni.
Proseguiamo la passeggiata in Via Vittorio Veneto, da dove si arriva in Via Regina Margherita, che si percorre per intero e saliamo sulla sinistra per raggiungere la Chiesa di Santa Croce. In questa parte alta e più antica del paese siamo rapiti dalle ripide stradine in pietra, sui cui lati si ergono case della fine del 800 e primi del 900, a due o tre piani con una o due stanze per piano; da usci semiaperti possiamo scorgere, stanze con volte a crociera e pavimentazioni antiche in graniglia, decorate con motivi liberty.
La Chiesa di Santa Croce è essenziale nelle forme, non si conosce con precisione la data in cui fu costruita (prima del 1550) ma conserva una volta affrescata (raffigurante il calvario), recentemente restaurata. Arredi d’epoca interni: uno stendardo (1800) con crocifisso d’argento (1600); un pulpito ligneo (1800); un retablo scolpito, dorato e policromo (restaurato nel 1680) con crocifisso centrale (200x120 cm.) a tutto tondo di legno policromato (1600).
Seguendo Via Parrocchiale e Via Farina si arriva a Casa Sisini, storico palazzo sennorese dove sono stati esposti ricami e costumi. Quello di Sennori, uno tra i più belli dell’isola, ha tre varianti: costume da sposa o di gala, costume giornaliero, costume della vedova o da lutto.
Scendiamo poi per Via Farina, svoltando sulla destra, percorriamo via Vittorio Emanuele per raggiungere la Chiesa del Rosario ricostruita dopo la demolizione dell’originaria, pericolante. Curiosità: le antiche statue della chiesa sono ora in custodia di privati cittadini.
C'inoltriamo per Via del Rosario e Via Montenegro in direzione Via Roma, per vedere le tre fonti del paese: Funtana Gazzente, dalla temperatura dell’acqua “calda”; Funtana Noa, d’antiche origini ma rimodernata, costruita con tufo e roccia e Funtana Fritta, molto antica, situata in via Mazzini, sotto una piccola piazza, con acqua fresca anche d’estate che sgorga dalle bocche di tre sculture in pietra, acqua utilizzata per l’approvvigionamento idrico e come lavatoio (ancora visibili le vasche).
La visita al centro urbano del paese è finita, è ora di recuperare l’auto e pranzare.
Nel pomeriggio, fuori del centro abitato, ammirate il paesaggio: scorgerete parte della costa del nord-Sardegna (Porto Torres e Stintino compresi), l’Asinara e la Corsica. A caratterizzare il territorio oliveti, frutteti, vigneti e macchia mediterranea (alloro, mirto, corbezzolo e pungitopo).
Di seguito, i luoghi che meritano d’essere raggiunti.
Funtana Sa Conza, “Fonte Vecchia” che raccoglie l’acqua in due vasche: la grande utilizzata come lavatoio, la piccola per abbeverare gli animali.
Tomba dei Giganti di Oridda, un unicum nel suo genere. Scavata nella roccia, è interamente foderata in muratura, con facciata scolpita con una stele quadrangolare. E’ una tomba di tipo dolmenico e ortostatico.
Area archeologica di
Su Nuraghe. Gli scavi evidenziano un insediamento nuragico di almeno 10.000 metri quadri, con strutture a pianta quadrangolare e curvilinea, con due fasi edilizie, la più antica riferibile all’età del Bronzo finale (1100-950 a.C.). Su Nuraghe è attualmente in precarie condizioni di conservazione. Il sito, inoltre, mostra diverse sequenze storiche: i reperti vanno dall’età nuragica al basso medioevo inoltrato, con attestazioni puniche, romano-repubblicane e imperiali, medievali e rinascimentali.
Chiesa di San Giovanni Battista. Chiesa campestre, a pochi chilometri dal paese, citata in documenti della prima metà 1600. Ha linee semplici, tinteggiata di bianco, è caratterizzata da arcate che fungono da antiporta all’ingresso principale. Nell’altare maggiore si trova la statua più antica del Santo. In occasione della festa di San Giovanni, ultima domenica di Giugno, la chiesa diviene meta di una parata a cavallo e di una processione.
L’escursione è conclusa ma se non siete riusciti a scovare una cantina familiare aperta, finite la serata in un locale pubblico per assaporare il “
cannonau” rosso e il “
moscato” di produzione locale; tra le manifestazioni culturali sennoresi, consigliamo il Simposio Internazionale di Scultura che trasforma il paese in un laboratorio all’aperto.
SINDACO: ANTONIO CANU
AB.: 7.338
ALTITUDINE: 227 METRI S.L.M.
FESTE TRADIZIONALI: FESTA DI MARIA AUSILIATRICE (MAGGIO); FESTA DI San BASILIO MAGNO E FESTA DI SAN GIOVANNI BATTISTA (GIUGNO); FESTA E SAGRA DI SAN BIAGIO (LUGLIO); FESTA DI SANTA LUCIA (SETTEMBRE)
COME RAGGIUNGERLA:
DA SASSARI: USCITA VIA PIRANDELLO
DA PORTO TORRES: LITORANEA DIREZIONE SORSO
SITO: http://www.comunedisennori.it/
NUMERI E INDIRIZZI:
COMUNE, TEL 079/3049200 (VIA BRIGATA SASSARI 15)
PRO LOCO TEL.329/3121951 (VIA VIVALDI, S.N.C. – LOC. SU MONTI)
Pubblicato su Sassari&Hinterland:
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Nella foto: tomba dei giganti