L'impegno contro la mafia insieme all'Arci e a Libera, l'ingresso in politica e la fondazione di Un'altra storia
Candidata del PD alle elezioni europee per il collegio Sicilia-Sardegna, ieri Rita Borsellino ha fatto tappa a Sassari. Per spiegare la sua scelta d'impegno sociale e politico ricorre ad un'immagine di Tom Benetollo, il presidente dell'Arci e attivista pacifista scomparso prematuramente nel 2004: «In questa notte scura, qualcuno di noi, nel suo piccolo, è come quei "lampadieri" che, camminando innanzi, tengono la pertica rivolta all'indietro, appoggiata sulla spalla - con il lume in cima. Così, il "lampadiere" vede poco davanti a sé, ma consente ai viaggiatori di camminare più sicuri. Qualcuno ci prova. Non per eroismo o narcisismo, ma per sentirsi dalla parte buona della vita».
Il riferimento a Benetollo non è casuale. Una delle prime iniziative portate avanti da Rita Borsellino nella sua lotta per la legalità -la Carovana antimafia- è infatti nata sotto le insegne dell'Arci nel 1994, e dal 2002 è divenuta un'iniziativa nazionale. La fortuna di questa campagna nasce da un'idea innovativa, capace di coinvolgere davvero la popolazione: quella di una manifestazione itinerante che riafferma tutto ciò che la mafia si sforza di negare, alternando i momenti di riflessione a quelli di spettacolo, l'opera d'informazione agli spazi dedicati ai giochi dei bambini.
L'adesione a Libera, l'associazione di don Luigi Ciotti fondata nel 1995, è il passo successivo. In qualità di vicepresidente prima e di presidente onorario poi (fino al 2005), Rita Borsellino prosegue la sua battaglia accanto a don Ciotti, seguendo le campagne per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, per l'educazione alla legalità nei campi di formazione antimafia e per la lotta alla corruzione e all'usura. Nel 2005, con la candidatura alle elezioni regionali siciliane, decide di rinunciare alla carica di presidente onorario di Libera per dedicarsi al nuovo impegno politico. Il suo programma elettorale non nasce dall'interno del partito, ma viene scritto insieme alla società civile, in quelli che la Borsellino chiama cantieri per il programma. Si tratta di un'innovazione importante, ma il risultato elettorale delude: per uno scarto di 300mila voti la presidenza della Regione Sicilia va a Totò Cuffaro.
Malgrado la sconfitta, la campagna elettorale dà comunque i suoi frutti. Dai 200 comitati sorti spontaneamente per sostenere la sua candidatura nasce un nuovo movimento chiamato Un'altra storia, il cui obiettivo principale è quello di aprire la politica all'ascolto della società civile. Proprio su questo tema l'opinione di Rita Borsellino è piuttosto netta: "La politica continua ad essere più chiusa, meno ricettiva rispetto alle associazioni. Scoprii il mondo della società civile quando mio fratello venne assassinato, diciassette anni fa. In quell'occasione così dolorosa, i rappresentanti delle associazioni dimostrarono subito, a me e a mia madre, la loro vicinanza e il loro affetto, una sensibilità che purtroppo non trovai nel mondo politico...Nell'autunno di quell'anno, per la prima volta, parlai della mafia agli alunni di una scuola di Palermo: fu l'inizio di un impegno civile che ho condotto prima con l'Arci e poi con Libera, l'associazione di don Ciotti di cui ho conservato la carica di presidente onorario fino al 2005, quando ho scelto di candidarmi alla guida della Regione Sicilia."
Crede che le sarà possibile proseguire la sua lotta alla mafia in Europa?
"E' uno dei miei obiettivi. E' essenziale che la mafia venga percepita per quello che è: non un problema locale, circoscritto al Meridione d'Italia, ma una piaga diffusa ad un livello globale. Non è possibile sconfiggere la mafia se non la si considera come un problema internazionale, prima di tutto europeo. Il superamento del segreto bancario, la lotta ai paradisi fiscali, il contrasto al riciclaggio devono basarsi su norme comunitarie."
Gli elettori, non solo in Italia, sembrano avvertire l'Europa come qualcosa di distante, quasi un'astrazione...
"E' un grave errore. In realtà l'80 per cento delle leggi nazionali e regionali discendono da iniziative prese a Bruxelles."
Il suo tour elettorale in Sardegna ha avuto come prima tappa l'Iglesiente, una delle zone dell'Isola più colpite dalla crisi economica.
"Ho incontrato gli operai della Rockwoll e di Portovesme, e anche in questo caso sono convinta della necessità di un'azione europea, di provvedimenti di tutela sociale, oltre che di rilancio della produzione, che non siano solo nazionali o regionali. L'impegno sociale per il lavoro, d'altra parte, è perfettamente complementare a quello contro la mafia: difendere il lavoro e la sua dignità significa sottrarre terreno al crimine organizzato."
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