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Trenino Verde





Non c'è cosa più difficile che descrivere con le parole un viaggio. Un viaggio è soprattutto immagini fissate nella mente e sensazioni nel cuore. Nonostante questa avventura si compia su un treno a vapore ed il suo ritmo sia lento e premetta di cogliere i paesaggi in tutte le loro sfumature, le impressioni si susseguono veloci, sfuggenti come non mai.
Le Ferrovie della Sardegna, in collaborazione con l'E.S.I.T (Ente Sardo delle Industrie Turistiche), offrono da qualche anno un servizio finanziato con fondi della C.E.E. destinati allo sviluppo turistico dei paesi del Mediterraneo; un tragitto su binari che da Sassari ci ha portato a Tempio e poi fino a Palau.

Per raccontare la nostra esperienza, cercheremo di descrivere i panorami spettacolari che scorrevano attraverso i finestrini.

Il viaggio


La stazione, anche la più moderna, porta la nostra mente indietro nel tempo, la memoria collettiva associa questo luogo al passato, e quella di Sassari, nonostante le nuovissime porte automatiche, conserva ancora un'impercettibile aura retrà².

Saliti sul vagone passeggeri, inizia il viaggio che, seguendo la valle di Logulentu, coltivata ad orti e frutteti, attraversa un sistema di collinette basaltiche ricco di oliveti e ci accompagna su per la salita di Osilo.

La strada ferrata si fa tortuosa e raggiunge Nulvi, siamo a478 metri sopra il livello del mare; dai finestrini la visione delle colline vulcaniche e dei rilievi calcarei si sussegue. Inizia la discesa che da Martis, ci porta fino ai177 metri di Laerru.

Tra i monti dell'Anglona, la subregione che stiamo percorrendo, è possibile cogliere aspetti consueti della Sardegna nuragica (nuraghi, tombe dei giganti e domus de janas) poco distanti da quelli, più tristemente, noti della storia mineraria dell'isola. I resti di miniere di rame e manganese, un tempo risorse redditizie, oggi appaiono grandi discariche che lasciano il monte in cui sono state scavate, come squarciato.

Dopo Perfugas si attraversa la piana del Coghinas, affascinante bacino artificiale, che si lascia scorgere insieme con un suo affluente; straordinarie, tra la verdeggiante vegetazione, le macchie di colore rosso delle rocce di granito alle quali il Monte Ruju deve la sua denominazione.

Inizia la risalita. Costeggiando boschi di quercia da sughero, si entra in Gallura, felice isola nell'isola, per la conformazione che la caratterizza.

Attraverso le curve della ferrovia già si può scorgere la cima del Limbara che raggiunge i1362 metri d'altezza ed insieme con le cime circostanti, crea uno splendido spettacolo naturale che alcuni autori hanno paragonato "ai più bei paesaggi alpini".

Gallerie, ponti e tornanti fino a Tempio, il movimentato percorso del treno compie un giro su se stesso per superare un forte dislivello, mentre si attraversa una particolare galleria elicoidale nei pressi di Bortigiadas.

La sosta a Tempio è obbligatoria. La stazione, in stile liberty, è l'occasione per una visita ad una mostra d'arte contemporanea sempre aperta; nell'atrio, a far compagnia ai viaggiatori, i quadri di Giuseppe Biasi, pittore sardo di fama che, tra le altre cose, nei primi anni del secolo illustrಠalcuni romanzi della Deledda.

Ripartendo ci lasciamo alle spalle il centro della cittadina che pare incastonata nella roccia granitica, scompare anche il Limbara, sormontato da grosse antenne che ricordano i compromessi che l'ambiente ha dovuto fare con la modernità .

Andiamo incontro ai monti che circondano Aggius, siamo in piena Gallura dove il granito lavorato rozzamente dalla pioggia, dal vento e dalla fiamma del sole, assume forme scultoree: figure estrose che la fantasia dei viaggiatori può divertirsi a riconoscere.

Le stagioni gelide e ardenti si susseguono ed incessantemente trasformano un territorio fatto di stupendi panorami che su questo treno possono essere colti ed apprezzati.

Si scende fino alle stazioni di Luras e Calangianus, durante il percorso intravediamo gli "stazzi", abitazioni tipiche galluresi. Alcuni di essi sono stati abbandonati da anni ma altri, rivalutati nel tempo, fungono oggi da seconde abitazioni.

Tra i boschi di sughere non è raro intravedere piccoli corsi d'acqua e cascatelle. Poco più avanti, il bacino artificiale di Liscia si sviluppa quasi parallelo alla linea della ferrovia.

Il percorso ferrato, nella fase di realizzazione del bacino idrico, subà una modifica sul tracciato originario, fu, infatti, costruito un ponte a valle per permettere all'invaso di effettuare la massima capienza. Oggi sono circa 104 milioni i metri cubi d'acqua che servono i paesi limitrofi e l'intera Costa Smeralda.

Nel lago creato dallo sbarramento, si riflettono le rocce di granito bianco che circondano la zona.

Giunti alla stazione di Sant'Antonio di Gallura il percorso diventa pianeggiante. Ancora mirto, cisto, corbezzolo e lentischio a fare da cornice al percorso del treno, mentre in lontananza si intravedono sfumati i massicci granitici su cui sorge Arzachena. Una serie di curve, con ponti e viadotti portano fino alla Strada Statale che si seguirà parallelamente per una dozzina di chilometri. Qui, ai vigneti della piana arzachenese, si alternano spenti panorami desertici, artificio creato dall'uomo a causa degli incendi che ogni anno dilagano nel periodo estivo, quando il maestrale soffia forte e l'isola intera pare soffocare nell'acre odore di terra bruciata.

Il treno prosegue indifferente al variare dei paesaggi ma il nostro sguardo, insieme con lobiettivo della macchina fotografica, può finalmente incontrare il mare; sembra avvicinarsi velocemente quello stupendo colore quando all'improvviso una curva o un colle più prominente cela l'orizzonte, per un tratto a nessuno più è concesso vedere l'azzurro del cielo che va fondersi con il mare.

Al porto di Palau, i binari proseguono paralleli alla banchina, per fermarsi in prossimità del molo d'imbarco per l'isola di
La Maddalena.

Il nostro viaggio è finito! Ci attende un rapido ma non altrettanto avventuroso, ritorno in automobile.


Un po di storia


Per cucire le diverse parti di un isola, il 9 aprile del 1872, Sassari inaugura il tratto ferroviario che la unirà a Porto Torres, nel 1880 si congiunge con Cagliari e nel 1881 con Monti e Terranova (l'attuale Olbia) e nello stesso mese, il Comune di Sassari prende accordi con
la Società delle ferrovie Reali, per la costruzione dell'edificio della stazione finanziato da un costruttore inglese Piercy, innamorato dell'isola e di una donna sarda. Nel 1888 si inaugurano molte tratte secondarie, tra cui
la Monti-Tempio.

Costruiti con criteri di economicità , i binari detti "a scartamento ridotto" (950 mm. di distanza tra i binari rispetto ai tradizionali1435 mm. delle F.S.), negli anni Trenta, raggiunsero la massima estensione anche per le prospettive di belligeranza del governo fascista; tra il 1930/32 furono molte le linee dal percorso tortuoso e "mimetico" che furono costruite per unire i centri più importanti agli arsenali militari.

La linea ferroviaria Sassari-Tempio-Palau fu ultimata il 3 Luglio del 1931 e adibita oltre al normale trasporto pubblico dei passeggeri anche trasferimento di materiale bellico fino all'arsenale militare dell'isola della Maddalena.

Con l'avvento dell'automobile la strada ferrata, sempre più scarsamente utilizzata, cadde in disuso e negli anni Cinquanta furono molte le tratte interne soppresse.

Il trenino verde oggi


Il progetto delle Ferrovie complementari e dell'ESIT ha permesso di riattivare, tra la fine degli anni Ottanta inizi del Novanta, alcune delle tratte soppresse, tra queste anche
la Sassari-Tempio-Palau.

Centocinquanta chilometri di binario percorsi da un treno che non può superare i cinquanta chilometri orari, che mantiene per la maggior parte del tragitto la pacata velocità dei trentacinque Km/h, trainato da una motrice a vapore con al seguito vetture d'inizio secolo, il tutto recuperato dai modelli originali.

Un itinerario nato con finalità diverse e criticabili ma che oggi risulta funzionale all'obiettivo di integrazione con l'ambiente che il "turismo intelligente" si propone, da qui il nome simbolo di "trenino verde", dato all'iniziativa già negli anni '70 prima che i viaggi su locomotiva a vapore diventassero progetti a vocazione turistica.

Sulla linea prescelta per il nostro viaggio si muovono due locomotive a vapore del 1930
la Breda 3 e 5, entrambe ribattezzate con simpatici nomi. "Wally" ed "Elsa" sono le uniche superstiti all'usura del tempo, delle undici locomotive che in origine percorrevano i binari della provincia sassarese.


La Sardegna ha comunque uno tra i parchi di mezzi ferroviari d'epoca funzionanti più fornito d'Europa. La direzione dell'Esercizio delle Ferrovie Complementari di Cagliari possiede tre locomotive a vapore e due carrozze d'epoca che percorrono la linea Mandas-Arbatax, definita dai famosi viaggiatori d'inizio secolo "la linea più bella del mondo";
la Isili-Sorgono, che in passato univa gli aspri e selvaggi territori interni della Barbagia di Belvà al mare, partendo dalla splendida Giara di Gesturi famosa per i suoi cavallini.


La Direzione di Macomer propone la linea Macomer-Bosa che, con una macchina a vapore,
la Breda 5 "Sulcis" datata 1914 ed una vettura del 1913, parte da500 metri sopra il livello del mare e raggiunge, dopo numerose curve in pendenza, il porto di Bosa Marina.

A Cagliari, presso gli uffici di Monserrato è possibile visitare il Museo delle Ferrovie della Sardegna che si propone come laboratorio di storia e di memoria, conservando: locomotive, carrozze, documenti, foto, oggetti ed utensili delle stazioni e delle antiche officine. Una sezione, particolarmente apprezzabile, offre ai visitatori lo spettacolo degli antichi disegni e progetti originali delle vetture e dei locomotori ancora oggi funzionanti.

Il servizio turistico ferroviario in Sardegna dispone di404 chilometri di linee a binario semplice sulle quali è possibile viaggiare con treni a calendario o a noleggio.

I treni a calendario seguono percorsi programmati dalle Ferrovie della Sardegna in determinati periodi dell'anno con orari fissi, il biglietto si acquista nelle stazioni di partenza e il viaggio si effettua su carrozze trainate da locomotore e da automotrici diesel; in alcuni periodi dell'anno vengono organizzati viaggi speciali che accompagnano i passeggeri in località in cui si svolgono sagre, feste o ricorrenze religiose di particolare interesse.

Nel caso si voglia usufruire di un treno a noleggio è necessario costituire un gruppo, con la possibilità di personalizzare il viaggio determinando itinerario, orari di partenza e soste per eventuali escursioni nelle zone limitrofe. può essere scelta anche la composizione del convoglio: dai mezzi più moderni alle locomotive a vapore con al seguito vetture d'epoca. I prezzi del noleggio variano a seconda del chilometraggio che s'intende percorrere e del materiale rotabile che si preferisce utilizzare.

Emanuela Ravot


L'autrice ringrazia il personale delle Ferrovie della Sardegna, Esercizio di Sassari, per la collaborazione prestata.



Inserito il 15/04/2008
 
 
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